Concordia et Pax a Šturje

di | 14 Febbraio 2011

Ricordata a Šturje, frazione di Aidussina, la figura del sacerdote Filip Terčelj (1892-1946).

È prevista sabato 16 ottobre 2010 l’annuale cerimonia dell’Associazione Concordia et Pax. Quest’anno saranno collegati due fatti storicamente distanti ma allo stesso tempo uniti da un drammatico filo della storia. Verrà ricordata a Šturje, frazione di Aidussina, la figura del sacerdote Filip Terčelj (1892-1946).

Entrato in seminario a Lubiana nel 1913 venne ordinato sacerdote nel 1917 e, dopo un periodo quale cappellano a Škofja Loka, si avviò agli studi teologici in Germania a Köln (Colonia) dove, conseguendo la laurea in teologia, si dedicò alla assistenza agli immigrati, soprattutto i minatori della Westfalia, promuovendo una intensa opera formativa e culturale. Dal 1922 iniziò la sua opera a Gorizia e nel goriziano dove con passione ed impegno promosse l’attività spirituale e culturale nella comunità slovena.

Alla fine degli anni venti, alla chiusura delle scuole, dei circoli culturali e alla proibizione di parlare la lingua slovena, fu tra coloro che cercarono di frenare il fenomeno di italianizzazione forzata e di assimilazione degli sloveni e della loro cultura. Perseguitato dal regime fascista con interrogatori fino alla detenzione a Gorizia ed a Capodistria, protestò sempre la sua innocenza non avendo mai operato in ambito politico ma solo in ambito spirituale e culturale.

Venne alla fine condannato al confino. Liberato nel 1932 in occasione del decennale del regime fascista, nel 1934 non ebbe altra alternativa che rifugiarsi a Lubiana dove rimase fino alla fine della guerra continuando, non senza incomprensioni e difficoltà, la sua preziosa opera. Dopo la guerra subì dal nuovo potere popolare l’incarcerazione. Anche dal nuovo regime gli venne impedito di trovare una sistemazione.

Formatore ed educatore spirituale per i giovani, capace operatore culturale ed organizzatore, catechista, scrittore, poeta,. venne eliminato il 7 gennaio 1946 assieme a don France Krašna, parroco di Davča, che lo ospitava. Fermati da due agenti dell’OZNA mentre si recavano a piedi alla stazione per Lubiana, vennero portati a Podbrdo e fatti liquidare dalla polizia confinaria, diffondendo la voce che era fuggito nella zona B. La popolazione, con coraggio provvide alla loro sepoltura a Davča.

Il secondo appuntamento sarà a Redipuglia nella cappella dell’ossario. Nell’anniversario dell’unità d’Italia, si vuole rendere omaggio e ricordare le centinaia di miglia di uomini caduti in Europa durante quel terribile conflitto. Con animo sgombro da ogni populismo e in umile ascolto del sacrificio di tanta gioventù, vittima della guerra, ascoltare il grido di giustizia e di pace che viene da quel luogo rispetto al bene comune e al patrimonio di beni garantito da tanti sacrifici e sofferenze.

Siamo chiamati a rispondere alla domanda di che cosa abbiamo fatto del dono di una patria unita e in pace, di come ci atteggiamo di fronte alle responsabilità che spettano oggi a noi rispetto al bene comune e al patrimonio di beni, garantito da tanti sacrifici e sofferenze.

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